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domenica, 14 gennaio 2007

MAYA DECADENCE


APOCALYPTO di Mel Gibson

Il cuore (di un tapiro) strappato e offerto in sacrificio per noi. Simpatici scherzi da caserma sulla presunta sterilità (o impotenza, che nell'universo anti-anticoncezionale del regista è un po' la stessa cosa) di un indigeno. Sangue un tanto al chilo. Tirata paterna e paternalista contro la paura, perchè l'uomo è uomo anche se porta sciccosissimi e vistosi orecchini d'osso. È solo l'inizio e se non si fosse ancora capito siamo in un film di Mel Gibson.

Tra un Malick dei poveri di spirito e lo Scott (senior) più pacchiano, un'epopea Maya superomista e familista (al punto da rivalutare in corso d'opera la proverbiale figura della suocera letteralmente scassacazzi) affogata nella giungla della truculenza più ovvia e decorativa. La via crucis verso il sacrificio è un catalogo assortito di nefandezze e tare fisiche e morali, la fuga nella foresta un campionario sanguinoso di sfighe animali, vegetali e minerali. Un continuo e un po' insensato gioco al rialzo che finisce per cadere nella sabbia mobile del ridicolo involontario e che riduce la visceralità annunciata a banale esibizione delle viscere.

Nulla di sorprendente o quanto meno insolito:
la solita regia di Gibson, esibizionista, muscolare, ricattatoria che, per quanto sgomiti e dichiari, non riesce mai a raggiungere il "grandioso" o lo "spirituale", impantanandosi in uno stile mediamente convulso, tra ralenti e soggettive (una vera delizia quella della testa decapitata), inutilmente affannato, con giusto qualche sprazzo visivo appena interessante (la caccia iniziale, l'arrivo imbiancato nella Babilonia yucateca, la corsa nel grano). Si mormora in giro che in fondo sia solo un film d'avventura. Forse sì ma maledettamente serioso e un po' disonesto. Perchè non avendo forse la tempra necessaria per sporcarsi le mani col genere nudo e crudo, intontito da deliri autoriali, Gibson ammanta declamatoriamente la sua storia del Grande Messaggio fin dalla didascalia iniziale, nonché di un (presunto) rigore filologico per quanto mi riguarda pleonastico e degno di miglior causa.

Le grandi civiltà vengono conquistate dall'esterno solo quando si sono distrutte dall'interno. All'ombra della logica di questa giustificazione ideologicamente discutibile e velatamente interventista, lo sbarco finale degli spagnoli ha ben poco di minaccioso e molto di inevitabilmente necessario. Sono destinati a scomparire questi indigeni marci e in fondo sconosciuti che probabilmente custodiscono all'ombra delle loro piramidi insanguinate armi di distruzione di massa. E se non le hanno, che scompaiano lo stesso. Perchè così è scritto da qualche parte e così ha detto qualcuno. O Qualcuno.
Solo al Maya padre e figlio di famiglia, dall'aspetto non troppo "diverso", sopravvissuto e probabile futuro integrato, è concesso un nuovo dubbioso inizio.
Vamos a bailar (apo)calypso mi amor.


[Se proprio di sangue si deve parlare, si prega di sintonizzare occhi, cervello e cuore sui fiotti, schizzi, spruzzi ematici di "Dexter". Un serial killer morale autocondannato ad essere fratello, fidanzato, amico insensibile, gentiluomo solitario. Ghiaccio rosso bollente in quel di Miami. Serie Tv formidabile fatta di dodici episodi perfetti per scrittura (uso esemplare della voce off), impatto visivo e black humour. Un protagonista, Michael C. Hall, strepitoso e un coro di personaggi strepitosamente costruiti. E titoli di testa da incorniciare]
postato da: UnoDiPassaggio alle ore 16:17 | link | commenti (47)
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Commenti
#1   14 Gennaio 2007 - 16:39
 
bello sapere che anche tu sei caduto nel tunnel di dexter. ho visto i dodici episodi in poco più di due giorni, uscendone con occhi a palla e sogni scomposti.
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#2   14 Gennaio 2007 - 19:52
 
uh ecco, tu dovresti scrivere più spesso. faccio parte del comitato drogati dalle recensioni di uno - specie poi quando mi trovi (e accade spesso) del tutto d'accordo. Quel finale sa talmente di appiccicaticcio figo e mozza ogni "speranza" di un salvataggio in extremis di questo spot del national geographic.
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#3   14 Gennaio 2007 - 20:30
 
Tra le scene con sprazzi visivi interessanti avevo letto "la cacca iniziale". La a di vamos A bailar non ha l'accento. Francesista.

Ohd
utente anonimo

#4   14 Gennaio 2007 - 21:48
 
"Simpatici scherzi da caserma sulla presunta omosessualità (o impotenza, che nell'universo anti-anticoncezionale del regista è un po' la stessa cosa) di un erede al trono." --> TOH! Ma è quel capolavorone di "Braveheart"!

P.S. Finora ho visto solo il primo episodio, ma immagino già che "Dexter" finirà sul tavolo nel 2007!
utente anonimo

#5   15 Gennaio 2007 - 01:22
 
@Oh: Si dà però il caso che la gustosa canzonaccia da cui ho tratto il refrain (e che tu non puoi ricordare perchè sei un pischello) sia per l'appunto francese e il suo testo (con accento sbagliato) sia stato copincollato da un sito dell'Hexagone de merde. Riparo subito.
@tutti i fans di "Dexter": uscite allo scoperto, squartate qualcuno alla luce del sole, agitate le provette come bandiere segnaletiche.
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#6   15 Gennaio 2007 - 01:26
 
io di dexter ho visto i primi 3 e poi mi sono fermato, ma NON per colpa sua. ripeto, NON.
eccezionale, punto.

(dio c'è la soggettiva di una testa mozzata LO GUARDO SUBITO)
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#7   15 Gennaio 2007 - 14:10
 
Già. Il fatto è che Mel Gibson è megalomane. Non gli bastava fare un film di uno che viene rapito nel villaggio, portato in una grande città, si salva per miracolo, fugge e poi si ribella (il che avrebbe funzionato alla grande). No, il buon Mel no, lui deve strafare.
E comunque non è meno ridicolo di Malick. Ha solo meno cultura. Il ché produce delle pellicole così populiste e intrise di ignoranza che vien fuori qualcosa di comico.
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#8   15 Gennaio 2007 - 14:39
 
@kekkoz: Credimi, io di quella soggettiva non mi sono accorto sul momento. Ho visto l'obiettivo che roteava in maniera scomposta e dapprima non ho capito. Giusto qualche attimo dopo mi sono detto "ma non mi dire che..." e l'attenzione alla risposta è stata distolta da un altro squartamento o da un bambino obeso (sì, c'è anche il bambino obeso vizioso di città) o da non so quale rutto in lingua maya.
@PogoOpossum: Guarda, di Malick si può dire quel che si vuole. Che è pesante, che è noioso, che è una truffa, che è un filosofo da strapazzo (tutte cose che io non penso affatto, ovvio) ma non che sia ridicolo. No, ridicolo proprio no.
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#9   16 Gennaio 2007 - 01:29
 
Ecco, un po' ti odio, mo' pure Dexter da mettere in coda. E giusto perché in questi giorni ho tempo, eh.

UdP, un piccolo appunto che è veramente un'inezia: se ridimensionassi le immagini prima di linkarle la resa sarebbe migliore, così sono leggermente scalettate.

(Sì, lo so, sono un rompiballe, ma 'sto blog è tanto bello, rendiamolo perfetto, no? Che scegli pure sempre delle gran belle immagini...)
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#10   16 Gennaio 2007 - 11:42
 
quoto UDP su malick.
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#11   16 Gennaio 2007 - 16:48
 
Il problema con Malik è che c'è un 10% del pubblico che rimane ipnotizzato e un restante 90% che commenta alla peggio 'du palle' alla meglio 'incomprensibile'. Io sto nel 10% ovviamente.
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#12   16 Gennaio 2007 - 19:04
 
@Private: Grazie dell'appunto anzi t'invito a moltiplicarli perchè mi servono, non dico per raggiungere la perfezione ma almeno per evitare l'approssimazione. Di approssimazione non vorrei morire mai.
@kekkoz e NicoleDiver: teniamoci per mano nel 10%, vicini vicini, stretti stretti.
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#13   16 Gennaio 2007 - 20:15
 
ma a te era piaciuto la passione di Cristo? perchè a me aveva strabiliato. Ma ancora non ho visto quest'ultimo lavoro
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#14   16 Gennaio 2007 - 20:57
 
Aveva strabiliato anche me. In senso negativo. Una delle cose più immonde prodotte dal cinema negli ultimi anni, sotto ogni profilo.
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#15   16 Gennaio 2007 - 22:45
 
C'è ancora spazio nel 10%? Occupo poco posto, giuro...
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#16   17 Gennaio 2007 - 00:55
 
mi tocca quotarti pure a questo giro, miche'.
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#17   17 Gennaio 2007 - 02:03
 
@Private: più stretti siamo, più al calduccio stiamo, il thermos è lì nell'angolo.
@kekkoz: guarda, mi quoterei anch'io ^^
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#18   17 Gennaio 2007 - 11:45
 
Vedi UDP, i modi per rendersi ridicoli sono infinitesimali; anche non volendo.
Anche la persona più colta del mondo può rendersi ridicola se nel parlare di qualcosa che non è di sua competenza lo fa con la boria di chi sa.
Malick è ridicolo nella forma di approccio al cinema. Il suo non è un problema di contenuti (legittimi in quanto suoi), ma di tecnica cinematografica. Malick ne sa poco più di nulla, ma quando fa un film si prende troppo sul serio, come se da un piedistallo ci dicesse: «ecco, gente... vi regalo un'opera d'arte».
Probabilmente con un approccio diverso risulterebbe anche gradevole.
Certo, Gibson è ridicolo in quanto populista di bassa lega (il suo anti-ebraismo de "La passione di Cristo" è da processo di Norimberga), mentre Malick lo è in quanto uomo di cinema (e non per le sue idee).
Moralmente è meglio. Ciò non toglie che il risultato è equivalente.
[ti invito, a tal proposito, a leggere quello che ha scritto Cassani su "La sottile linea rossa", su cinefile.biz].
Saluti.
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#19   17 Gennaio 2007 - 13:52
 
A proposito del cast di "Dexter": fa sempre piacere leggere il nome del "guerriero della notte" James Remar.
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#20   17 Gennaio 2007 - 16:08
 
Secondo me tutto sommato Apocalypto è un bel film. Come ne "La Passione" la trama è semplice ma il film riesce a sconvolgere lo spettatore con scene di violenza realistica... E poi vogliamo parlare dell'omaggio a Quentin Tarantino quando ad un Maya da un'arteria pulsa il sangue dappertutto?!!?? Non sarà il film del millennio ma è un bel film! Promosso!

http://testedimerda.splinder.com
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#21   17 Gennaio 2007 - 22:16
 
il 10 per cento è tanto, facciamo anche un 5 per cento. Malick é il sole, Malick è l'aria, Malick è il cielo, Malick è il vento, Malick.

INCREDIBILE! "Malick ne sa poco più di nulla": se io sapessi un dieci per cento di quel poco...ma d'altronde non sono laureato in filosofia come Malick...
Cassani può scrivere quel che vuole, io ME NE FREGO, e paragonare in qualche modo, qualunque modo, qualsiasi modo, Malick a Gibson è un INSULTO all'intelligenza e cultura cinematografica.

"Malick è il più grande poeta della mia generazione" Cimino.

Malick!
Malick!
Malick!




, ma quando fa un film si prende troppo sul serio, come se da un piedistallo ci dicesse: «ecco, gente... vi regalo un'opera d'arte».
Probabilmente con un approccio diverso risulterebbe anche gradevole.
Certo, Gibson è ridicolo in quanto populista di bassa lega (il suo anti-ebraismo de "La passione di Cristo" è da processo di Norimberga), mentre Malick lo è in quanto uomo di cinema (e non per le sue idee).
Moralmente è meglio. Ciò non toglie che il risultato è equivalente.
[ti invito, a tal proposito, a leggere quello che ha scritto Cassani su "La sottile linea rossa", su cinefile.biz].
Saluti.
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#22   17 Gennaio 2007 - 22:18
 
Scusate non volevo copiare l'altra parte del commento.
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#23   17 Gennaio 2007 - 22:21
 
no, non ci credo, non riesco ancora a credere a quello che ho letto. proprio no ecco.
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#24   17 Gennaio 2007 - 23:53
 
@PogoOpossum: a parte che ti ho già sguinzagliato il mastino delirante contro (^^), confesso la mia enorme difficoltà nel seguirti quando dici che il problema di Malick sta nell'insipienza cinematografica e dunque nella sua presunzione. A questo punto tanto vale dire che Kubrick sa essere sciatto quando vuole. Va bene il relativismo, però... Aggiungo solo che quando guardo un film di Malick neanche per un attimo penso ai "contenuti" o ancora più alle sue "idee" (non sono un abituale lettore di testi filosofici nè mai vorrò esserlo) ma mi scopro a condividerle queste idee o a dialogare con esse per pura forza di visione. Questo dovrebbe essere il cinema. E in questo caso la visione è una sinfonia lancinante di immagini e voci. Un umanesimo compassionevole che deduco solo dalla macchina da presa (e dal montaggio). Quanto alla scheda di cinefile.biz che mi hai segnalato, oltre a trovarla in più punti approssimativa, inizia come mai secondo me dovrebbe iniziare una recensione, parlando di "lentezza" come dato negativo a priori e di "noia", categoria interpretativa inesistente (e che un recensore non dovrebbe mai elevare a criterio di valutazione, non lo faccio io che scrivo su un blog personale nel quale devo rispondere solo a me stesso, figuriamoci). Mi sono annoiato di fronte a film meravigliosi. Comunque, come si dice? De gustibus blablabla. Sì, però.
@montegrappastyl: e tu bocciato! "Omaggio a Quentin Tarantino"??? Ma cosa devo sentire ancora nel 2007... (si scherza, vero?)
@deliriocinefilo: dai, vieni qui nel 5-10% così ti calmi un po'... (...neanch'io riesco a credere che un mio post su Gibson, GIBSON dico!, possa diventare quello con più commenti in assoluto...)
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#25   18 Gennaio 2007 - 00:06
 
"Un umanesimo compassionevole che deduco solo dalla macchina da presa".
Ecco, appunto. The New World è uno dei film più strabilianti di questi anni per coerenza tra l'uso della macchina da presa e per il discorso portato avanti. Non tanto a livello filosofico, ma più epidermico: la scoperta di qualcosa. Potrebbe essere un film senza parole, la regia basterebbe a trasmettere tutto. Altro che mediocrità.

Cassani però da queste parti lo conosciamo e lo leggiamo sempre volentieri. Poi si ride, però.
E la sua recensione della Sottile Linea Rossa è celebre, ma non esattamente in senso positivo. Suvvia, la "noia". Tanto vale dire "ci sta dentro/non ci sta dentro", almeno siamo più diretti...
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#26   18 Gennaio 2007 - 00:19
 
Io co sono già nel 5% e vi caccio fuori tutti!!! solo io!!! solo io!!!"così ti calmi un po'..."...si si sono calmo, non si vede?? ^^
la regia di Malick in The New World è una danza primordiale, il montaggio poi, così volutamente precario, un'ape che si posa di sequenza in sequenza...
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#27   18 Gennaio 2007 - 01:36
 
«quando guardo un film di Malick neanche per un attimo penso ai "contenuti" o ancora più alle sue "idee" (non sono un abituale lettore di testi filosofici nè mai vorrò esserlo) ma mi scopro a condividerle queste idee o a dialogare con esse per pura forza di visione. Questo dovrebbe essere il cinema».

oooh. C'è del genio di passaggio in Danimarca. Condivido in modo disgustosamente spudorato.
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#28   18 Gennaio 2007 - 02:05
 
Dimenticavo. James Remar, già. Combatte ancora. Nella notte di suo figlio adottivo, Dexter Morgan.
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#29   18 Gennaio 2007 - 12:46
 
Deliriocinefilo, quando dico che Malick ne sa poco più di nulla mi riferisco alla tecnica cinematografica. E Malick ne sa zero. Di filosofia ne può sapere anche 1000. Non me ne frega.
Dire che Malick sa di cinema vuol dire o mentire sapendo di farlo o non capire un cacchio di cinema. Lui era un filosofo che ha scritto qualche sceneggiatura andata a male, poi è riuscito a dirigere qualche film. Come se domani mattina mettessero me dietro una macchina da presa. Uguale.

Forza delle immagini, UDP? "Il grande sonno". Quello è pura forza delle immagini; mi sembra, tuttavia, che sia l'esatta antitesi del concetto cinema di Malick.
Saluti.
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#30   18 Gennaio 2007 - 13:37
 
La discussione mi sembra stia prendendo una piega un po' demenziale. "Il grande sonno", vabbé. Che significa? Ne potrei citare altri 1000 di film che valgono il concetto di pura forza delle immagini e tutti diversi tra loro, mica ho detto che Malick è l'assoluto cinematografico (e se hai visto non l'ho neanche messo in testa alla classifica di fine anno, per quel che stà stronzata può significare). A questo punto, se è vero quel che dici, che tecnicamente tra te e Malick non ci sarebbe poi tutta questa differenza (ma poi che è stà scissione totale tra tecnica e contenuto, ma dove siamo rimasti?) aspetto con ansia il tuo esordio dietro la macchina da presa. Fregandomene se leggi "Essere e tempo", "Topolino" o "Diva e Donna". E continuando a non capire un cacchio di cinema.
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#31   18 Gennaio 2007 - 14:01
 
UdP, se fai un'incursione a Milano o Bologna avverti, che ti offro da bere.
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#32   18 Gennaio 2007 - 15:30
 
Scusa l'appunto UDP. Ma forza delle immagini, inteso come racconto per immagini è una cosa. Fascino delle immagini è altro. Malick è fuori dai canoni del racconto (perfino alcuni che lo hanno amato fino a "La sottile linea rossa" trovano disturbante e non riuscito "The new world"). Ok, può essere fascinoso, il suo cinema; ma ho citato "Il grande sonno" perché è l'esempio massimo di cinema con dialoghi fini a se stessi, sconclusionato nella sceneggiatura, eppure capolavoro. Perché, come diceva Truffaut, Hawks ha il grande segreto. Saper raccontare per immagini. Tutto qui.
Ti ringrazio dell'augurio di ritrovarmi dietro una macchina da presa, ma in Italia c'è ben poca speranza. Di andare fuori non mi va, per il momento. Preferisco fare altro. Tipo scrivere libri. È divertente e si fa qualcosa, pur se a zero guadagno.
Magari, un giorno. Chissà.
Saluti.
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#33   18 Gennaio 2007 - 15:35
 
Un secondo appunto che ho dimenticato prima: il contenuto è soggettivo. La tecnica no. Trovo il contenuto di tutti i film di Malick (soprattutto "La sottile linea rossa") banale e didattico. In parole povere snervante.
Allo stesso modo trovo banale (e vuoto) il contenuto di "Kill Bill"; ma per la miseria che film; o di "Ocean's Twelve"... (banalissimo e leggerissimo), ma con un modo di raccontare unico.

P. S. non mi sembrava che tu osannassi la tecnica di Malick, quindi il "non capisce un cacchio di cinema" non voleva essere rivolto a nessuno né tantomeno offensivo. Se è risultato tale, chiedo scusa.
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#34   18 Gennaio 2007 - 15:53
 
Continuo a non capire, nonostante le tue spiegazioni, cosa c'entri "Il grande sonno" in questo discorso. Devo ammettere che ho dei limiti. E grossi anche (ma questo mito della sconclusionatezza della sceneggiatura di uno dei capolavori di Hawks crollerà prima o poi). Tra l'altro per me "The New World" non è affatto un film perfetto. E forse proprio per questo lo ammiro tantissimo. Che libri scrivi? Va' a vedere che si scopre che scrivi trattati su Heidegger. O saggi sul cinema di Hawks. ^^ Saluti dal 5-10%.
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#35   18 Gennaio 2007 - 16:08
 
Ecco. Questa netta distinzione tra contenuto (soggettivo) e tecnica (oggettiva) proprio non la condivido. Cioè, se la condividessi, forse smetterei di andare al cinema o di interessarmene.
Per dire, di "Kill Bill" (uno e due) mi affascinano (e mi interessano e apprezzo tantissimo) il come e il perchè, lo scintillìo e il (presunto) vuoto. In ugual modo. Altrimenti ritorno a collezionare figurine Panini (se esistono ancora). O comincio a leggere volumi a caso di Reader's Digest.
P.S. Ma no che non mi sono offeso, ma di che ti scusi. Però io la tecnica (da analfabeta della macchina da presa) di Malick la osanno. Nell'alto dei cieli, del vecchio e del nuovo mondo.
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#36   19 Gennaio 2007 - 02:02
 
Anche io sono di passaggio. Però non ho ancora visto "Apocalypto" (e non so se…). Ma questa tua recensione mi è piaciuta assai.
utente anonimo

#37   19 Gennaio 2007 - 02:26
 
Magari, su Hawks. Un giorno se potessi farlo, sarei felicissimo. In realtà ho scritto qualcosa sulla nona arte. Nulla di più.
La sceneggiatura de "Il grande sonno" non era sconclusionata per scelta produttiva. Venne fuori così, non volendo. Telefonarono anche a Chandler, su un punto che gli sceneggiatori non riuscivano a capire, ma il grande scrittore era ubriaco e disse che non si ricordava. Hawks imperterrito iniziò a girare come se non fosse importante e guarda cos'è venuto fuori.
Ho portato come esempio questo film, perché è, più di tutti, l'esempio massimo della narrazione per immagini.
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#38   19 Gennaio 2007 - 16:59
 
@unodiP: ti piace greenaway? io ho visto solo il ventre dell'architetto, hai visto per es. lo zoo di venere? grazie.
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#39   19 Gennaio 2007 - 17:01
 
in questo periodo ho bisogno di surrealismo allucinato, c'è qualcosa che mi puoi consigliare a parte bunuel?
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#40   19 Gennaio 2007 - 17:43
 
Greenaway mi piace con riserve. L'ho molto amato in passato, poi rivedendolo ho ridimensionato molto la mia ammirazione. Ricordo ancora la mia delusione alla seconda (e terza, per conferma) visione di un suo film che in sala mi aveva letteralmente esaltato, "I racconti del cuscino". Forse questo piccolo shock mi ha un po' allontanato dal suo cinema che non sono più andato a cercare. "Lo zoo di Venere" mi manca e "Il ventre dell'architetto" m'irritò non poco. Ricordo mi piacque moltissimo "L'ultima tempesta" (ma magari rivendendolo mi piace meno) mentre un suo film che cerco da tempo è "The baby of Macon".
Quanto a surrealismo allucinato, non so, parlando proprio di cinema surrealista sperimentale storicamente inteso, hai mai visto "La coquille et le clergyman" di Germaine Dulac? Dovrebbe essere nelle tue corde. Anche se io ho un debole per "L'étoile de mer" di Man Ray, scritto da Desnos. Ma se parliamo di surrealismo allucinato in senso più largo, mmm, ecco, "Riflessi sulla pelle" di Philip Ridley (1990), ormai un cult, di gusto terribilmente lynchiano.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente UnoDiPassaggio

#41   19 Gennaio 2007 - 17:47
 
Grazie. Sullo zoo di venere ho letto cose positivissime.
non ho mai visto "La coquille et le clergyman" di Germaine Dulac e Man Ray si fa fatica a trovarlo ma ci provo, credo che mi butterò prossimamente su "riflessi sulla pelle" di Philip Ridley. Grazie mille
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente deliriocinefilo

#42   19 Gennaio 2007 - 18:03
 
ho guardato nei negozi di dvd on line e mi sa che non è stato ancora distribuito in dvd riflessi sulla pelle, peccato...
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