24 Mesures
300
Un'altra giovinezza
Apocalypto
L'arte del sogno
L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
Away from her - Lontano da lei
Babel
Un bacio romantico
The Black Dahlia
Blood diamond
Bobby
Borat
Breakfast on Pluto
Il caimano
Cars
La casa del diavolo
Casino Royale
Centochiodi
Les chansons d'amour
El cielo dividido (Broken sky)
Cous cous
Cuori
The departed
Diario di uno scandalo
Dreamgirls
Elizabeth - The golden age
Espiazione
I figli degli uomini
Flags of our fathers
Giorni e nuvole
Gomorra
Gone baby gone
Grindhouse - A prova di morte
Grizzly Man
Hairspray
Hot Fuzz
I'm a cyborg but that's ok
INLAND EMPIRE
Inside man
Into the wild
Io non sono qui
Jarhead
Juno
King Kong
Lady Vendetta
Lettere da Iwo Jima
Little Miss Sunshine
The love of Siam
Lussuria
La maggiore distanza possibile
Margot at the wedding
Marie Antoinette
Match point
Memories of Matsuko
Miami Vice
Mio fratello è figlio unico
Mission:Impossible III
Munich
N - Io e Napoleone
Nella valle di Elah
The new world
Non è un paese per vecchi
Non pensarci
Nuovomondo
Ogni cosa è illuminata
Onora il padre e la madre
I padroni della notte
Palindromes
Paprika
Paranoid Park
Persepolis
Il petroliere
The prestige
La promessa dell'assassino
Quando l'amore brucia l'anima - Walk the line
Quattro mesi, tre settimane, due giorni
The queen
Quei loro incontri
Radio America
La ragazza del lago
Ratatouille
Il regista di matrimoni
La ricerca della felicità
Rocky Balboa
Saturno contro
La sconosciuta
Scoop
I segreti di Brokeback Mountain
Severance
Shortbus
I Simpson - Il film
Sogni e delitti
Spider-Man 3
La sposa cadavere
La stella che non c'è
Still life
Sunshine
Sweeney Todd
Syriana
Tarnation
I testimoni
Transamerica
Il treno per il Darjeeling
Le tre sepolture
Truman Capote - A sangue freddo
Tutta la vita davanti
United 93
Il vento fa il suo giro
Le vite degli altri
Volver
V per Vendetta
Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro
Wild side
Zodiac
La zona

BOBBY di Emilio Estevez
Ambassador Hotel, Los Angeles, giugno 1968. Un uomo sta per essere ucciso. Quell'uomo, che di cognome fa Kennedy (il nome campeggia affettuosamente nel titolo), è il grande assente che ha tutti i riflettori (e non solo) puntati sopra. È il divo che non c'è, in una struttura corale all-star facile e un po' ingenua, diretta senza sussulti, senza profondità, ma con onestà. Didascaliche microstorie che singolarmente non bastano a loro stesse e che non hanno forse neanche la forza di legarsi in un affresco sfaccettato. Eppure funziona.
"Bobby" non è un grande film ma è almeno un film buono. Non buonista, buono. È l'America come non è mai stata ma come il suo popolo liberal ha sognato e creduto che potesse essere. È la sospensione della fiction nel lungo finale brechtiano in cui la vera voce del nuovamente agonizzante Robert Kennedy lascia sgomenti attori, personaggi, spettatori di fronte allo scandalo dell'utopia colpita a morte. È un graffito di fratellanza imbrattato di sangue sulle piastrelle (troppo?) bianche di un cinema sinceramente populista, rara avis nel cinismo filmico diventato norma inoffensiva.
(all'uscita avevano già detto tutto, e in forma necessariamente "schizofrenica", lui e lei)
DIARIO DI UNO SCANDALO di Richard Eyre
Sorprendente esempio di cinema "borghese" che corrode la sua natura borghese dall'interno, virando le proprie forme solide e minuziosamente scritte in un melodramma impietoso e sgradevole (di ferocia aldrichiana la sequenza in cui Sheba si dà istericamente in pasto alla stampa). Di grande efficacia espressiva la dissonanza inquieta tra la regia controllata e metodica di Eyre e le note ossessive e incalzanti della colonna sonora di Philip Glass: un soggetto torbido, appunto da prima pagina scandalistica, finisce così per assumere le dimensioni di una tragedia moderna e nervosa, senza catarsi.
Il vero scandalo è la carica ormai distruttiva dell'eros, molestatore della quiete pubblica e privata, un rigurgito punk (il passato rimosso di Sheba, l'anima silenziosamente contestataria di Barbara) senza gioia. Non più pulsione liberatoria ma termometro di un universo sociale fallimentare, dove il ceto, la famiglia, la scuola sono simulacri di un ordine, anche morale, anche sentimentale, fragilissimo. Il duetto/duello tra Judi Dench e Cate Blanchett (sempre più brava) è da pelle d'oca.
Un film di sottilissima violenza, dove persino un capello biondo sottratto di nascosto taglia la carne come un coltello.
