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martedì, 29 maggio 2007

LA "GATTINA" SUL TETTO CHE SCOTTA


BREAKFAST ON PLUTO di Neil Jordan

Strizzato e inguainato in cappottini attillati, giacche sagomate, camicie fiorate, esemplari di un vintage ironico e transgender, Patrick "Kitten" Braden misura il cupo, tumultuoso e mutante mondo anglo-irlandese degli anni '60 e '70 col metro di uno sguardo glam e "sprovveduto", dall'alto delle sue zeppe innocenti e colorate. E Neil Jordan ne racconta le picaresche avventure, fitte di incontri bizzarri e di identità (sessuali e politiche) in collisione, con piglio frizzante, festoso e intenerito, in una sorta di fiaba anarchica en travesti mischiata al romanzo di formazione à la Henry Fielding, articolandole in 36 sapidi capitoletti.

Androgino che cadde sulla terra (da Plutone), come il Brian Slade di "Velvet Goldmine", alla ricerca della madre, donna fantasma che visse due volte (cameriera disponibile e signora borghese), hitchcockianamente ripresa di nuca, Patrick/Patricia non è una creatura rivoluzionaria per partito preso o per acquisita consapevolezza. Più che altro, è il suo corpo immaginifico, entusiasta, eternamente innamorato, ad essere candidamente naturalmente sovversivo. Patrick/Patricia la rivoluzione si limita a ballarla e cantarla, sulle note dei T-Rex, senza farsi avvolgere dai fumi dell'Ira nè ingabbiare dai sensi di colpa sessuofobici di matrice cattolica, scardinando in modo quasi inconsapevole i compartimenti stagni del mondo fantasmagorico che la circonda.

Sono troppo affezionato a Neil Jordan per soffermarmi sul fatto che la dimensione erotico-sensuale della vicenda è stranamente (e paradossalmente) moderata o che mancano sia la compattezza grottesca di "The butcher boy" sia la passione lacerante dell'indimenticabile "La moglie del soldato", i due precedenti lavori del regista irlandese di cui "Breakfast on Pluto" sembra essere il figlio naturale. Preferisco di gran lunga sottolineare la libertà della sua messa in scena, musicale, gioiosamente svagata eppure costruita con perizia, eccentrica ma che di quest'eccentricità non fa mai sfoggio, che tira fuori il massimo, oltre che da una folla di comprimari impeccabili (il tormentato Liam Neeson, il dolente e autoironico Stephen Rea, il poliziotto picchiatore e poi protettore Ian Hart, perfino il divertito cameo di Brian Ferry la cui proverbiale eleganza è qui al servizio di un viscido puttaniere), da un(')eccezionale magnetico/a Cillian Murphy.

Se Neil Jordan sembra sbandare un po' è solo per il troppo amore nei confronti di Patrick/Patricia, eroina sognatrice che sgomina il male con un con uno spray profumato a base di Chanel N.5, superdonna che tra le macerie di una discoteca devastata da un attentato si preoccupa per le sue calze "sbrindellate", dichiarando così sciccosa guerra alla seriosità della violenza e della morte.
postato da: UnoDiPassaggio alle ore 22:06 | link | commenti (31)
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Commenti
#1   29 Maggio 2007 - 23:53
 
Ecco, è proprio questo "cantare e ballare la rivoluzione, senza lasciarsi avvolgere" che trovo limitante. Un po' come Patricia che preferisce non pensare alla madre, altrimenti si mette a piangere. E poi (IMHO) Kitten (e il film), più che scardinare il mondo che li circonda, sembrano rimanervi ingabbiati, ma pur sempre a proprio agio (alla fine Kitten non fa che rivelare - senza che ce ne sia bisogno - la sua matrice reazionaria... diventando una sosia della Thatcher e ricongiungendosi al padre/prete. Quanto di più lontano si possa immaginare dallo splendido finale di Velvet Goldmine: "Volevamo cambiare il mondo e abbiamo finito solo per cambiare noi stessi"). (La sequenza della discoteca - la più bella di un film comunque "bello" - lascia il segno, come il quasi-stupro da parte dell'arbiter elegantiarum Ferry).
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#2   30 Maggio 2007 - 00:33
 
C'è del vero in quel che dici, anche se non userei il termine "reazionario", un po' troppo carico. Patricia, ripeto, nonostante la sua incasellabilità, non è una rivoluzionaria, non vuole evadere da una prigione (tanto che insiste comicamente per rimanere in cella) e non esita a indossare i tailleurs della brava e buona signora inglese, quando se ne presenta l'occasione. Forse vuole solo essere amata. Nella sua ambivalenza finisce per specchiarsi l'ambivalenza ben più castrante di un sistema che però non conosce nè esercita la sua bontà. Ed è in questo che il suo mondo ne rimane scosso e a volte scardinato. Come nel caso, appunto, di un personaggio potenzialmente negativo come quello del prete molestatore e pavido che si trasforma in una figura paterna, protettiva e open-minded. Sotto il tetto di una chiesa cattolica, in una piccola comunità benpensante, finiscono per dormire un prete padre, una ragazza (nera) madre e un travestito. Non è poco.
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#3   30 Maggio 2007 - 13:11
 
Io credo che invece che reazionario, il comportamento di Paddy/Patricia sia assolutamente sovversivo (ma senza ideologia), semplicemente nel suo porsi come "naturale".
La reazione del maschio prima "eccitato" poi "disgustato" (quando si accorge di avere a che fare con un uomo) è emblematica di un mondo che si pone continuamente il problema del "gender" (così è e così sarà, di qui l'utopia).
E' così importante che tu sia uomo o donna, se sei attratto e vuoi scopare con te?
E' così obbligatorio se sei irlandese essere separatista?
E' così obbligatorio se sei maschio indossare i pantaloni?

(i capelli alla thatcher sono semplicemente una "moda", non una dichiarazione politica, coma Madonna che fa un video contro la guerra).

Sulla "superficialità" di molti gay, vista come frivolezza, ribadisco quanto ho scritto: è un modo per salvarsi, per non ammazzarsi di fronte ad una eterosocietà violenta, che si tende sempre più spesso a minimizzare.

un saluto affettuoso. e scusate la solita logorrea.
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#4   30 Maggio 2007 - 15:11
 
Fosse così (e molto probabilmente avete ragione entrambi: Kitten vuole solo essere amata e il suo porsi come "naturale" è sia sovversivo che un modo per salvarsi; anche se poi non è detto che sovversivo sia il contrario di reazionario, a volte), allora non saremmo molto lontani da Transamerica, o Saturno contro. Con tutta un'altra libertà di forme, sobrietà di toni e coerenza di contenuti: ma pur sempre da quelle parti (e 30 anni addietro). Il problema è che percepisco una certa artificiosità nella parabola di Patricia, come se fosse troppo costruita. A differenza, invece, dell'interpretazione di Murphy, ben più che naturalistica. Se non ci fosse lui, di fronte a che film ci troveremmo?
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#5   30 Maggio 2007 - 15:22
 
Hey Jerry, hai citato uno dei miei film preferiti. E cmq... questa colazione su Plutone promette sempre meglio! :)
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#6   30 Maggio 2007 - 15:35
 
@souffle: Con altre parole confermi quel che io penso (e che ho scritto): la sovversione apolitica, tutta di pancia e di glitter, di Patrick/Patricia. La chioma alla Thatcher è un ennesimo rovesciamento di senso fatto in nome di una "frivolezza" che sottende un forte senso morale. Alla Oscar Wilde, per intenderci.
@JerryGarcia: da "Transamerica" no (difatti l'ho gradito alquanto, se ti ricordi), da "Saturno contro" decisamente sì (anche perchè lì c'era solo un accomodarsi in una situazione già comoda, nessuna frattura, nessuna cicatrice). E poi, come tu ben sai, è sempre questione di stile e quello di Jordan è deliziosamente "sbrindellato" come le calze di Kitten (un Cillian Murphy che, pur strepitoso, non credo però sia la principale ragion d'essere del film).
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#7   30 Maggio 2007 - 15:39
 
(diversamente, ad esempio, da Felicity Huffmann, la cui performance era il cuore insostituibile di "Transamerica")
(Jerry, fammi capire, dunque hai visto "Saturno contro"...)
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#8   30 Maggio 2007 - 16:53
 
Giusto il riferimento a Wilde.

Vorrei solo sommessamente dire che il discorso di "essere provocatori (senza ideologia)" è purtroppo ancora necessario, visto che ancora oggi non si viene accettati per quello che si è.
E l'unico modo per reagire al male che ci viene fatto è fare il bene e costruire una realtà virtuale in cui scatenarci senza che nessuno ci insulti.
Sognando l'utopia di un mondo in cui saremmo semplicemente biondi mentre voi siete bruni.
Scusate non volevo essere patetico.
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#9   30 Maggio 2007 - 17:02
 
L'ho visto (ahimè) proprio ieri, all'università (con Ozpetek presente). Petulante e iettatorio, facile e pornografico di una pornografia softcore nell'elaborazione del dolore. Un *. La forma ci può anche stare e si sono visti attori peggiori: ma è un cinema che gioca coi temi caldi inconsapevole della sua modestia e che mira ad essere universale a costo del ricatto emotivo dello spettatore.
Transamerica lo gradii anch'io e secondo me è anche superiore a BonP: i risultati sono gli stessi (non si dice niente di nuovo né in forme originali), solo che Duncan Tucker (ben consapevole dei suoi ultra-limiti) costruisce saggiamente tutto il film intorno alla Huffman, lasciando che sia lei a far emergere il senso, la filosofia del suo cinema (Lynette Scavo: vero corpo-cinema); Jordan, invece, si muove parallelamente a Murphy, accumulando situazioni, canzoni e squarci visionari... dando però l'idea di un cinema troppo carico, al limite del kitsch (ma non glam) e che forse avrebbe potuto sfruttare ancora meglio la stessa strepitosa interpretazione del suo protagonista.
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#10   30 Maggio 2007 - 17:06
 
(Poi posso avanzare un'ipotesi circa la fonte degli straordinari screenshot usati nei tuoi post? ^^)
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#11   30 Maggio 2007 - 17:08
 
impeccabile come al solito, udp.

(ora non ho tempo di leggere il solito lago di commenti. rimedierò)
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#12   30 Maggio 2007 - 17:16
 
Ma dove li trovi quei titoli! Fantastici come sempre (idem cum patate per la recinzione). Le due foto di Cillian minano pericolosamente la mia eterosessualità. E' preoccupante.
Poi quando lo vedo commenterò con più intelligenza, -_-"
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#13   30 Maggio 2007 - 17:24
 
Stanno emergendo cose sempre più interessanti.

Su Transamerica, io dico solo che la coppia di genitori di lei è scritta da dio (sono proprio così da quelle parti).
E io quando sento puzza di grande scrittura mi bagno, non posso farci nulla. ;-) (scusate la confessione intima).

E proprio parlando di "scrittura" che Ozpetek mostra i suoi limiti, la sua incapacità. Lui sì reazionario, (nemmeno capace di farli limonare i suoi attori per paura della reazione della massa, ad esempio), cinema programmaticamente costruito per il Potere. Un cinema "fasullo", senza anima. E lo dico con un enorme dispiacere.

Forse la grande differenza tra Transamerica e BoP è il rapporto con l'esterno/l'altro, la dimensione "intima" nel caso del primo, la "Storia" nel caso dell'altro.
Il che spinge Jordan a buttare dentro di tutto.
Un po' come "parlare a bassa voce" e "gridare".
Necessari tutti e due.

PS. voglio sapere anche io dove pigli gli screenshot. (ma non ce lo dirà mai...) ^_^
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#14   31 Maggio 2007 - 00:31
 
@Jerry e Souffle: Di Ozpetek e del suo oroscopo sfigato ho già detto abbastanza a suo tempo. Non so se "Transamerica" (bella sceneggiatura, un po' sottovalutata) sia superiore a "Breakfast on Pluto", di certo i limiti di Tucker non sono quelli di Neil Jordan, ottimo regista/scrittore che sa evitare come pochi la "letterarietà" al cinema.
Quanto agli screenshots, ripeto che smanettando un po' (ma proprio poco) si trovano, ma non sarò certo io a indicare la strada: devo pur mantenere uno straccio di originalità che compensi la mia quasi totale insipienza grafica! Dalla mia bocca non uscirà un URL , neanche dovessi essere sottoposto alla tortura della visione dell'intera filmografia di Lina Wertmüller! ^^ (Jerry, se hai un'ipotesi puoi comunicarmela in pvt, ti dirò se è esatta o no)
@kekkoz: gentile come sempre.
@Noodles: DUE foto di Cillian? guarda che anche la squaw in rosso è Cillian! Ti aspetto dopo la colazione.
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#15   31 Maggio 2007 - 15:47
 
Se riesco a farla, caro Uno, visto che la distribuzione ovviamente Napoli la ritiene sempre una piazza poco chic! Li mortacci loro...
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#16   01 Giugno 2007 - 23:22
 
scusate l'intrusione da lurker abituale (si dice così?): sul film forse dirò qualcosa tra qualche giorno da qualche parte. mi turba di più però il tema degli screenshot. io faccio sempre doppio clic col tasto destro e sbircio "proprietà". gemmano gli url più vari, da che si desume una ricerca su google image. o no?
utente anonimo

#17   02 Giugno 2007 - 04:45
 
veramente gli url fanno riferimento tutti alla stessa piattaforma personale che l'Uno ha su photobucket. Il cinese-Uno trova chissà dove i preziosi screenshots e poi per non rivelare la sua fonte li salva sulla sua piattaforme, di moda che le prove siano cancellate e non si possa fare una ricerca a ritroso... ^^
diabbbbolica mente.
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#18   02 Giugno 2007 - 19:27
 
Noodles, da quando hai visto "Le vite degli altri" sei sempre più pericoloso. ^^
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#19   03 Giugno 2007 - 00:01
 
non ho ancora visto il film ma conto di recuperarlo entro 10 giorni, nel frattempo ottima rece [come sempre]. bye.
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#20   03 Giugno 2007 - 11:48
 
Vero, uno? Stanotte ho pure sognato che guardavo un film di Sokurov sulla Russia di Putin in cui alla fine in un cenacolo da Massoneria Sovietica i gerarchi del popolo si uccidevano l'un l'altro coscientemente.
Per tornare a noi, la citazione al film di Haynes in effetti c'entra ma a me quel film lì non è mai garbato più di tanto, mentre questo m'è piaciuto moltissimo. Meno glam, e forse per questo più carico di calore umano, avvantaggiato proprio da un protagonista ingenuo ma tratteggiato talmente bene che gli si vuole bene, che sbagli o faccia la cosa giusta.
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#21   03 Giugno 2007 - 12:55
 
sei bravissimo. ti odio.
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#22   03 Giugno 2007 - 14:20
 
@deliriocinefilo: bentornato! (grazie)
@Noodles: colpisci duro parlando con sufficienza di "Velvet goldmine" (che proprio assieme a "La moglie del soldato" si trova tra le posizioni più alte della mia personale lista di film del cuore) ma ti si vuole bene lo stesso. Come Patrick/Patricia.
(cos'avevi mangiato di così pesante a cena per fare sogni del genere?)
@MissVengeance: :-)
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#23   03 Giugno 2007 - 15:12
 
eh lo so, ogni volta che lo dico la mia sorè (fannissima del film) vorrebbe disconoscermi.
Mah avevo mangiato un po' troppo in effetti... pasta all'insalata, gattò, dolci vari...
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#24   04 Giugno 2007 - 09:15
 
Catturata dal montaggio (e dalla colonna sonora, devo ammettere) sono riuscita solo a percepire che l'ordine di esposizione dei capitoli non coincideva con i numeri di ciascuno di essi.

Qualcuno per caso ha preso nota? Forse basta avere il libro sottomano: magari sono in disordine anche lì.

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#25   04 Giugno 2007 - 13:42
 
Dimentichi l'altro poliziotto, UnodiP, quello biondo che prende in braccio la gattina. Mi ci sono arrovellata per due giorni e poi mi è tornato in mente chi è: il buon ufficiale inglese innamorato di Cora, e che per lei si fa uccidere dai perfidi uroni nell'ultimo Ultimo dei mohicani.
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#26   04 Giugno 2007 - 15:37
 
quel poliziotto è anche (e sopratutto) Edoardo II di Jarman, il re che non poteva amare Gaveston.
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#27   04 Giugno 2007 - 23:32
 
Io mi ero solo accorto del fatto che l'ordine dei capitoli non è completo, cioè ne mancano alcuni, si salta da un numero all'altro ma (mi sembrava) sempre in ordine crescente. Per quanto riguarda il poliziotto biondo, ha già risposto Souffle per me. Preferisco ricordarlo come sovrano innamorato e osteggiato (e non ancora imbolsito dall'obbedienza all'istituzione). ^^
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#28   05 Giugno 2007 - 11:12
 
Questa è la recensione che avrei voluto scrivere io...
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#29   06 Giugno 2007 - 14:37
 
Di questo sono sicurissima: il primo capitolo che compare è il n. 2 (tanto che mi sono chiesta a) se mi fossi persa qualcosa del rutilare aereo delle prime inquadrature, b) se qualcuno l'avesse fatto apposta). Ma poi ho trovato il n. 1 (che è il dialogo della Gattina col preside, quando gli spiega chi era st Kitten, e poi chiede di frequentare le ore di taglio e cucito).
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#30   15 Giugno 2007 - 17:07
 
che foto meravigliose hai postato!!!!!!!!ora VOGLIO vederlo!!!!!!

ps:passa a trovarmi se ti va.
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#31   15 Giugno 2007 - 23:33
 
Che aspetti allora? Precipitatici.
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Commenti