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martedì, 02 ottobre 2007

LA SETTIMANA È STATA CRITICA

Appunti svogliati su non uno, non due, bensì tre dei titoli selezionati per la Settimana della Critica dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia, visti per un concorso di circostanze nell'arco di pochi giorni. Potevano essere cinque ma ho un'età ormai e me ne devo fare una ragione.

ZUI YAOYUAN DE JULI (LA MAGGIORE DISTANZA POSSIBILE) di Lin Jing-jie

Frammenti sonori di un discorso amoroso interrotto. A volte ingenuo ma di una delicatezza palpabile e immediata
, un film che preferisce il rumore del mare. Un giovane tecnico del suono senza più lavoro e senza più ragazza, uno psicologo divorziato e amareggiato ma terapista lucido fino alla crudeltà, una ragazza silenziosa e malinconica. I suoni di Formosa registrati e recapitati come fossero lettere d'amor perdute (e forse ritrovate). E una delle più belle sequenze di pianto viste sullo schermo da molto tempo a questa parte. Piangono molto in questo film, piangono bene.
L'ascolto riscrive le distanze, anche le maggiori possibili.

24 MESURES di Jalil Lespert

Esordio alla regia del bravo protagonista di film come "Risorse umane" di Cantet e "Le passeggiate al Campo di Marte" di Guédiguian. Notte nera di un Natale senza Messia, le vite di quattro disgraziati dalla famiglia disgregata si scontrano tra loro. Opera cupissima, musona, presuntuosa (si parla anche del silenzio di Dio), monocorde nella sua insistita disperazione. 24 battute che pesano quasi 21 grammi. Ma una messinscena aspra, fisica, di violenta atmosfera, che a tratti impressiona, a momenti irrita, da non sottovalutare, senz'altro degna di uno script meno facilmente maudit. Ci fossero esordi sgraziati di questo tipo in Italia, potremmo cominciare a considerarci un paese migliore.
Benoît Magimel è bravo da far paura, e non solo.

LA RAGAZZA DEL LAGO di Andrea Molaioli

Come se Sorrentino girasse il pilot di una serie tv. Il paragone, in realtà, al di là dell'apparenza succulenta, si presta a interpretazioni di segno ambiguo. Da un lato infatti la regia "sorrentiniana" sceglie la strada dell'asciuttezza espositiva, non eccedendo in fronzoli o manierismi vari e usando con parsimonia la colonna sonora elettrominimalista, dall'altro la piattezza visiva di marca televisiva (italiana, è bene precisare) è sempre in agguato, alleata a certi didascalismi della sceneggiatura. La tanto lodata ambientazione friulana è in realtà un buono spunto non molto sviluppato, e le promesse iniziali (carrellate inquiete, dissolvenze sulla sponda del lago) si perdono poi nelle inquadrature di case troppo ben ammobiliate. Però questo giallo che più che indagare su un delitto esangue si ferma a contemplare l'inquietudine dolorosa dell'essere padri
(nelle sue pulsioni anche sgradevoli), rinunciando a sociologismi di comodo, va rispettato. Certo, se poi il pensiero va alla detection esistenziale de "Il dolce domani" di Egoyan o alla sarcastica vertigine della provincia chabroliana ci si deprime abbastanza ma non si può star sempre a guardare l'erba del vicino. Toni Servillo per fortuna non si mangia il film, se lo mangiucchia.
postato da: UnoDiPassaggio alle ore 14:17 | link | commenti (9)
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Commenti
#1   02 Ottobre 2007 - 14:39
 
ce ne fossero di post così. dovremmo scrivere più spesso, caro unodipassaggio. un po' troppo rispettoso (sull'unico che ho visto) ma altrimenti non saresti tu.
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#2   02 Ottobre 2007 - 15:48
 
Sì, forse dovrei scrivere più spesso. O meglio, scrivere più velocemente. Essere più veloce, in generale, nella vita.

(dammi un film da scannare, che merita davvero di essere scannato, e te lo scanno)
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#3   02 Ottobre 2007 - 19:47
 
sì, dovresti scrivere più spesso.
Un abbraccio.
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#4   03 Ottobre 2007 - 01:47
 
Dovresti vedere Hairspray, più che altro.

E poi Molaioli andrà anche rispettato, ma a me rimangono in mente quegli interminabili e statici interrogatori al fidanzato incapace di recitare, o la Bonaiuto che fa la malata di Alzheimer come se fose una smemorata poco fisionomista (brava lei, per carità; ma l'hanno mai visto un malato di Alzheimer?). Vedrai che col tempo ti ritroverai a pensare "filmettino".
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#5   03 Ottobre 2007 - 03:04
 
@souffle: Sei molto gentile, molto.
@ohdaesu: Forse non ci vorrà tutto questo tempo e poi anche un "filmettino" può essere rispettato.
E comunque sì, dovrei vedere "Hairspray", credo di averne davvero bisogno.
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#6   03 Ottobre 2007 - 10:34
 
Dalle parti del lago della ragazza, fra l'altro, tutto quel parlare forbito in italiano - con pochissimo accento - non suona realistico. I due che hanno più accento sono il commissario e il suo Sancio Pancia, entrambi partenopei.

Altro che le poche scene di Antonutti - ce ne volevano di più, e con i sottotitoli.

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#7   03 Ottobre 2007 - 13:19
 
C'è anche l'inflessione del famigerato fidanzato, a voler essere pignoli.
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#8   04 Ottobre 2007 - 11:24
 
Be' si i fidanzato era parecchio insalvabile c'è poco da fare. Però pure tu dai UdP, ti ci metti a fare paragoni con Chabrol ed Egoyan... e tu così me lo intimidisci il nostro povero esordiente... ^_^
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente NoodlesD

#9   14 Ottobre 2007 - 13:00
 
Bravo, sono d'accordo... se l'avessero fatto prima l'avrei citato nella mi tesi di laurea... la madre ci dà la vita, il padre le dà una direzione ben precisa, quanto è vero! Questo dovrebbe farmi preoccupare molto per mio figlio!!!???
Gresy
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